Nel mese di ottobre 2025, la comunità scientifica internazionale, impegnata nello studio e nel trattamento della malattia di Alzheimer, sarà coinvolta in due eventi di rilievo che si svolgeranno rispettivamente a Berlino e a Bologna.
Si tratta di appuntamenti consolidati nel panorama della ricerca neurodegenerativa: la 6th Edition of Innovations and State of the Art in Alzheimer’s & Dementia (ISAD-2025), che si terrà a Berlino il 1° e 2 ottobre; e il 35° Congresso Alzheimer Europe, previsto dal 6 all’8 ottobre presso il Congress Center di Bologna. Entrambi i congressi promuovono un confronto internazionale tra ricercatori, clinici, enti accademici e rappresentanti delle comunità di cura, con l’obiettivo di condividere risultati, approcci e prospettive emergenti nella cura della demenza.
Tra i relatori invitati a ISAD-2025 figura la dott.ssa Erika Smeriglio, psicologa e psicoterapeuta con sede a Messina, che presenterà una keynote lecture dal titolo: “Negative Plasticity, Language Impairment and the Role of Artificial Intelligence in Alzheimer’s Disease”. Il contributo propone un’analisi teorico-clinica sul fenomeno della cosiddetta plasticità negativa nella malattia di Alzheimer, evidenziando come i meccanismi neuroplastici possano assumere traiettorie disadattive nel corso della progressione della patologia. Particolare attenzione è rivolta alla compromissione della funzione linguistica, intesa non solo come deterioramento cognitivo, ma come perdita che incide direttamente sull’identità personale e sulle dinamiche relazionali.
La relazione include, inoltre, una riflessione sull’impiego dell’intelligenza artificiale come risorsa non solo per la diagnosi precoce, ma anche come potenziale strumento clinico per il trattamento personalizzato; in particolare, nelle fasi intermedie della malattia. Tale approccio si inserisce in una cornice teorica che propone un cambiamento di paradigma nella comprensione della demenza, con implicazioni rilevanti per lo sviluppo di nuovi protocolli terapeutici.
Successivamente, nei giorni 7 e 8 ottobre, la dott.ssa Smeriglio prenderà parte al 35° Congresso Alzheimer Europedi Bologna, organizzato da Alzheimer Europe in collaborazione con la Federazione Alzheimer Italia e Alzheimer Uniti Italia. Il tema scelto per l’edizione 2025, “Connecting Science and Communities: The Future of Dementia Care”, pone l’accento sull’integrazione tra la dimensione scientifica e quella sociale dell’assistenza alle persone con demenza.
All’interno delle sessioni dedicate agli interventi psico-sociali e all’uso dell’intelligenza artificiale, il comitato scientifico ha selezionato due contributi della dott.ssa Smeriglio.
Il primo, “Alzheimer: sindrome di disconnessione tra identità individuali e strutture collettive”, analizza le implicazioni psicologiche e sociali della progressiva perdita dell’identità personale nei pazienti affetti da Alzheimer, con particolare riferimento al rapporto tra il sé e i sistemi collettivi di supporto.
Il secondo, dal titolo, “Marker linguistici e trattamento language-focused nella demenza di Alzheimer”, è uno studio orientato all’individuazione di indicatori linguistici utili nella diagnosi e al potenziale clinico di interventi focalizzati sulla riabilitazione del linguaggio, sia in termini di efficacia comunicativa che di sostegno all’intervento precoce.
La dott.ssa Erika Smeriglio svolge attività clinica e di ricerca nel campo delle malattie neurodegenerative e dell’assistenza ai caregiver. Attualmente conduce un progetto di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Cognitive, Psicologiche, Pedagogiche e Studi Culturali (COSPECS) dell’Università degli Studi di Messina, finalizzato allo studio dei marker linguistici nei trattamenti non farmacologici nella demenza di Alzheimer. È, inoltre, membro dell’Associazione Scientifica di psicoterapia e ricerca psicoanalitica “Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala”.
La Città di Messina si conferma parte attiva nel panorama della ricerca internazionale sull’Alzheimer, partecipando al dialogo multidisciplinare che caratterizza oggi le prospettive più avanzate di intervento nella cura della demenza.
