Causate da incidenti sul lavoro o nel tragitto casa-lavoro, così chiamate per l’assenza di una mano direttamente responsabile, indicano spesso negligenza o mancata sicurezza.
In Italia nel 2025 i dati mostrano un trend in aumento: si contano 896 vittime fino a ottobre, con incrementi rispetto al 2024 – (dati da gennaio a settembre 2025)
Totale vittime: 784 sul posto di lavoro; 575 in itinere (casa-lavoro).
Tra le regioni interessate c’è anche la Sicilia, dove nei primi 10 mesi dell’anno in corso, sono state registrate 77 denunce di infortunio con esito mortale, a fronte delle 71 presentate nello stesso periodo del 2024 (+8,4%).
Nella giornata di ieri, il direttore regionale Giovanni Asaro dell’Inail Sicilia, ha presentato il rapporto annuale, chiarendoci che i dati rilevati nei primi dieci mesi dell’anno, fanno registrare un aumento di denunce di infortuni in occasione di lavoro presentati all’Inail (+2,8%,) superiore all’incremento avvenuto in ambito nazionale pari a +0,7%.
La Sicilia ne registra quindi un aumento del 2,8%, passando da 19.390 a 19.937 denunce tra ottobre 2024 e ottobre 2025.
L’isola cresce più del resto del Paese. I settori più a rischio risultano:
– Sanità e assistenza sociale: 2.055 denunce – il settore più colpito-
– Costruzioni: 1.599 denunce
– Commercio all’ingrosso e dettaglio: 1.525 denunce
– Trasporto e magazzinaggio: 1.305 denunce
Numeri che confermano come i servizi ad alta intensità di personale, l’edilizia e la logistica continuino a rappresentare gli ambiti più esposti a rischio.
L’aumento osservato nell’industria e nei servizi è particolarmente rilevante, in un contesto economico regionale che continua a spingere sulla logistica, sull’edilizia e su un settore socio-sanitario cronicamente sotto pressione.
Si registrano, tra l’altro, malattie professionali in crescita: +8,4%: dato che evidenzia non solo un possibile peggioramento delle condizioni di lavoro, ma anche una maggiore consapevolezza e capacità di intercettare patologie correlate all’attività stessa.
La provincia più colpita è Messina, che da sola rappresenta il 22% delle denunce regionali.
Le province interessate risultano oltre Messina: Catania e Palermo
Tre territori diversi, ma accomunati da una forte concentrazione produttiva e da sistemi di mobilità complessi.
L’aumento delle morti bianche riporta al centro il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, che in Sicilia continua a essere un’emergenza sociale, prima ancora che statistica.
Nonostante i lavoratori vengano continuamente sottoposti a corsi sull’igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro, il trend peggiora.
Il D.Lgs. 81/08 è obbligatorio e molto chiaro, tanto da dividere la formazione in generale (4 ore, comune a tutti i settori) e specifica (4, 8 o 12 ore, in base al livello di rischio dell’azienda). Si tratta di un percorso teorico-pratico per conoscere i rischi e prevenirli, con aggiornamenti periodici (di solito ogni 3 anni).
Si trova in modalità online (e-learning), in presenza, spesso gratuiti (finanziati da enti) o a pagamento, per lavoratori, preposti, RSPP e altre figure.
Eppure le aree di fallimento risultano tante: pulizia e igiene ambientale; igiene personale (mancata igienizzazione delle mani).
Uso sbagliato o riutilizzo di DPI monouso, mancanza di DPI idonei. Dipendenti non formati sui rischi, e sull’uso corretto dei dispositivi. Mancanza o inadeguatezza del Documento di Valutazione dei Rischi.
Sottovalutazione della manutenzione e gestione insicura delle macchine. Mancanza, in ultimo, di procedure chiare, scarsa comunicazione dei rischi, distrazioni e mancato rispetto delle norme.
E allora cos’è che non funziona di una legge (D.Lgs. 81/08) che ogni anno aggiunge un quid in più? Quali azioni intraprendere per evitare queste “tombe bianche”?
È cruciale applicare una rigorosa valutazione dei rischi, fornire formazione continua ed efficace (non solo quantitativa) ma anche reale, aggiungere esercitazioni pratiche con cadenza periodica, cosi come si fa in altri settori come ad esempio quello marittimo.
Garantire l’uso di adeguati Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) e Collettiva (DPC), oltre a promuovere una forte cultura della sicurezza: cioè manutenzione costante, procedure chiare e coinvolgimento attivo dei lavoratori, segnalando pericoli e seguendo le norme per prevenire incidenti, scivolamenti e cadute.
La nostra Costituzione recita: “il lavoro è un diritto fondamentale che garantisce dignità……… tutelando i lavoratori in ogni forma e assicurando assistenza in caso di necessità”.
Invece la Sicilia è un cimitero di tumuli bianchi!!!!
