Conferenza stampa del gruppo consiliare del PD; Felice Calabrò, Antonella Russo e Alessandro Russo hanno chiesto chiarezza al Sindaco Basile soprattutto in ordine alle opere realizzate utilizzando i fondi del PNRR.
I tre esponenti del PD hanno espresso solidarietà alle popolazioni dei comuni colpiti dal ciclone Harry e chiesto interventi immediati da parte dello Stato e della Regione Sicilia. Le somme che varranno stanziati, hanno detto i tre consiglieri, dovranno arrivare immediatamente agli interessati e non come è capitato a coloro che sono stati colpiti dagli eventi del 2022, che ancora attendono.
Tornando al tema della conferenza stampa, gli esponenti politici desiderano sapere cosa resterà alla città di Messina dopo il 30 giugno 2026, data entro la quale dovrebbero essere completate tutte le opere. Tra gli argomenti trattati, i lavori di adeguamento antisismico nelle scuole; il progetto dell’I-Hub dello Stretto; Sud Innovation Summit e i risvolti per giovani; gli incarichi dirigenziali ex art. 110; i progetti sulla rifunzionalizzazione della zona sud; la fornitura dei bus totalmente elettrici; la riduzione delle perdite idriche etc.
Secondo i dati più recenti, ha comunicato Antonella Russo, “l’Italia, Messina compresa che è in linea con le altre città, a meno di 6 mesi dalla deadline formale del 30 giugno 2026, ha speso e realizzato solo circa il 30-40% delle risorse complessive del PNRR”.
Questa lentezza ha generato preoccupazione anche negli esponenti del PD, perché, se gli obiettivi non venissero raggiunti, la Commissione UE può trattenere o non erogare la parte di contributo legata a quel risultato. Il Rischio è dover restituire parte dei fondi.
Solo Bruxelles può decidere se rimodulare o posticipare la data di scadenza; infatti, se alcuni progetti che non saranno completabili nei tempi potrebbero non essere considerati più nell’ambito del PNRR, ma finanziati con altri strumenti, pur restando utili alle finalità di sviluppo.
I tre esponenti del PD sono dell’avviso che“nel quadro del PNRR, occorreva intervenire in modo da migliorare la competitività delle imprese locali; attrarre giovani e talenti, riducendo la fuga di cervelli; stimolare servizi innovativi. Tutte queste condizioni non sarebbero stati raggiunti anzi, sono state create false aspettative che potrebbero avere una ulteriore ricaduta negativa nei cittadini”.
Felice Calabrò ha ricordato che “Messina ha ricevuto quasi 192 milioni di fondi extra bilancio inseriti nel sistema della politica di coesione utile a consentire alle regioni in difficoltà, di raggiungere risultati utili per adeguarsi agli standard di regioni più evolute soprattutto economicamente”.
Per Calabrò, “Messina a parte i mezzi ATM non ha adempiuto allo spirito della politica di coesione economica e sociale”.
Antonella Russo ha rimarcato “la preoccupazione relativa alla scadenza della rendicontazione dei fondi PNRR presentando i dati presenti nei portali Open PNRR e Open Polis”. La consigliera ha poi parlato “del progetto I-Hub che avrebbe dovuto far diventare Messina la città più tecnologica d’Italia”; progetto, ha affermato la Russo, “che non si sa quale fine abbia fatto, parimenti; nessun ritorno ha avuto la città dalla manifestazione Sud Innivation Summit”. È risaputo, ha proseguito Antonella Russo, “delle grandi imprese presenti nelle tre edizioni dell’evento, nessuna ha aperto sportelli o investito a Messina conseguenza che i giovani, non sono stati minimamente aiutati o sostenuti”. Eppure ha detto Antonella Russo, “i contributi che il comune di Messina ha erogato per Sud Innovation Summit sono stati ingenti”.
Alessandro Russo ha puntato il dito “sull’adeguamento sismico delle scuole, lavori che sarebbero dovuti iniziare nel mese di gennaio ma, che ancora oggi non vedono la luce”. Il consigliere ha poi spostato l’attenzione “sulla Messina Social City che con i sui 17 milioni di euro di fondi girati dal Comune, è vero che ha provveduto alla stabilizzazione di alcuni figure professionali ma, 650 persone sono state stabilizzate a tempo determinato”. Russo afferma che “questa circostanza fa molto riflettere perché, se è vero che questi professionisti sono considerati essenziali per il funzionamento e l’erogazione di particolari servizi, come mai il loro contratto non è stato trasformato a tempo indeterminato?”. “Strategia politica clientelare?”
Alessandro Russo, è dell’avviso che “bisogna dare anche la prospettiva a tutti i lavoratori coinvolti nei diversi progetti, solo così, ci sarà un futuro più roseo e rispondente ai bisogni di questi cittadini e non una forma di assistenzialismo tipico della politica della cosiddetta “prima Repubblica”.
È toccato a Felice Calabrò chiudere l’incontro e tirare le somme di tutti gli argomenti trattati e degli interrogativi posti al sindaco e alla sua amministrazione. Calabrò ha evidenziato “la discrepanza tra condizioni economiche del comune e il rinnovo dei contratti a tempo dei dirigenti ex 110, precisamente Strano, Certo e Conforto legati ai fondi del PNRR”. Secondo il capogruppo del PD “sarebbe stato più logico provvedere a bandire i concorsi, considerato che questi contratti sono incarichi fiduciari legati alla durata in carico dell’esecutivo”. Se il sindaco Basile dovesse dimettersi, ha detto Calabrò, le nomine andranno a decadere.
A proposito delle dimissioni del sindaco, Felice Calabrò ha fatto capire che “chi ricopre questo incarico, dovrebbe rispondere alla fiducia ricevuta dei cittadini, rimanendo in carica fino alla scadenza naturale del mandato”. Calabrò ha poi confessato che “se avesse dovuto scegliere tra fare il sindaco o il parlamentare, non avrebbe avuto dubbi preferendo optare per il sindaco tutta la vita nonostante tutte le complicazioni e le difficoltà anche di ordine burocratico a cui bisogna far fronte”.
