A Venetico, in una sala gremita della scuola secondaria messa a disposizione dal Comune, che ha patrocinato l’iniziativa,la presentazione del secondo volume di “Lo diceva mia nonna” si è trasformata in un piccolo viaggio nella memoria collettiva siciliana in generale e messinese in particolare. L’iniziativa, promossa dalla Lute di Venetico guidata dalla prof.ssa Nella Trimarchi e dal Soroptimist Gallo Niceto presieduto dalla dott.ssa Maria Luisa Pino, ha richiamato un pubblico attento e partecipe. Il libro, firmato dallo scrittore Graziano Delorda e dall’illustratore Lelio Bonaccorso, raccoglie modi di dire e proverbi della tradizione siciliana, restituendoli con un linguaggio immediato e accompagnandoli a illustrazioni dal tono ironico. Un dialogo continuo tra parola e immagine che gli autori hanno definito il cuore del progetto: un modo per far rivivere un patrimonio linguistico che rischia di sbiadire. L’opera nasce da una ricerca accurata, capace di riportare alla luce non solo il significato dei proverbi, ma anche il mondo da cui provengono: la vita quotidiana, le consuetudini, la saggezza popolare che per generazioni ha fatto da bussola nelle piccole e grandi decisioni. Un lavoro che assume oggi un valore educativo, soprattutto per i più giovani, chiamati a riscoprire il dialetto come strumento identitario e memoria viva. A dare voce a questo universo è stata anche l’attrice Valentina Gangemi, che nei panni di una nonna siciliana, ha interpretato alcuni dei proverbi più emblematici, spiegandone con vivacità il significato. Tra questi, “fari u sceccu ‘nto linzolu”, “si calau puru i pedi du taulinu” accolti dal pubblico con sorrisi e complicità. La serata si è così trasformata in un momento di condivisione culturale, capace di unire generazioni diverse attorno a un patrimonio che continua a parlare, con ironia e verità, della nostra terra.
Venetico riscopre la saggezza popolare con il secondo volume di “Lo diceva mia nonna”
