Salone delle Bandiere pieno di amministratori, tecnici, ricercatori. Si parla di intelligenza artificiale con un taglio pratico: pubblica amministrazione, atti, ordinanze, pagamenti, flussi di dati. È lì che il Comune prova a innestare l’innovazione, trasformando la digitalizzazione in un pezzo stabile della macchina amministrativa.
Il sindaco Federico Basile rivendica un cambio di passo nel mondo digitale. «Tre anni fa si iniziava appena a parlarne, oggi discutiamo già di cosa verrà dopo», dice dal palco, sostenendo che Messina abbia gli strumenti per utilizzare l’IA come leva quotidiana per la comunità. Con una cautela: «Se non è ben governata, l’intelligenza artificiale può produrre danni». Il nodo resta quello dei dati, della loro qualità e della responsabilità politica nell’uso degli algoritmi.
L’assessore alla Digitalizzazione Roberto Cicala insiste sulla dimensione operativa. Annuncia un nuovo progetto innovativo, ringrazia Maurizio Mondello per il contributo alla strategia digitale e ripercorre il cammino del Comune, partito dal fondo delle classifiche sulla digitalizzazione e oggi, a percorso inoltrato, impegnato a costruire servizi continuativi. Tra gli esempi citati, il calcolo automatico degli interessi sui pagamenti in ritardo, pensato per semplificare la vita dei cittadini e ridurre errori e tempi di attesa, insieme a piattaforme attive 24 ore su 24 e a una maggiore capacità di riscossione. «Il Sud può essere un volano», sottolinea, con l’obiettivo di offrire risposte rapide e concrete alla comunità.
La conferenza ha messo al centro il quadro nazionale sull’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione, con un confronto su politiche pubbliche, governance e ruolo delle istituzioni centrali e di AgID. Ampio spazio è stato dedicato agli aspetti tecnici: open data, interoperabilità, standard e infrastrutture digitali, considerati la base per lo sviluppo di sistemi di IA pubblica affidabili.
Tra i casi presentati, Poseidon, il progetto del Comune che applica l’IA agli atti amministrativi e alle ordinanze viabili, affiancato dal nuovo portale Open Data e da una dimostrazione di dialogo tra modelli linguistici, server MCP e dataset pubblici. Un passaggio che prova a spostare l’IA dal livello teorico a quello dei processi ordinari.
Il messaggio che esce dalla conferenza è quello di una città che guarda alla trasformazione digitale come a un’opportunità strutturale per la pubblica amministrazione. Tra sperimentazioni e servizi già attivi, l’obiettivo è rendere la tecnologia una componente stabile del lavoro degli uffici e dell’interazione con i cittadini.
Ora l’attenzione si sposta sull’uso quotidiano di questi strumenti nei procedimenti, nei portali e nei tempi di risposta ai cittadini. Una volta consolidato il percorso, Messina potrà rafforzare il proprio ruolo come laboratorio digitale nel Mezzogiorno.
Messina punta sull’IA nella pubblica amministrazione: dal convegno ai servizi quotidiani
