Si è svolto ieri, nell’Auditorium “Mons. G. Sciglio” del Seminario Arcivescovile S. Pio X, il convegno “Tra memoria e profezia. Mons. Angelo Paino nella Messina del ’900”, promosso dall’Arcidiocesi di Messina Lipari Santa Lucia del Mela, dallo stesso Seminario e dall’ITST– Istituto Teologico San Tommaso, aggregato alla Pontificia Università Salesiana. L’iniziativa ha offerto un approfondimento storico ed ecclesiale sulla figura di Angelo Paino, consacrato nel 1909 Vescovo ad Acireale e dal 1923 Arcivescovo e Archimandrita di Messina, protagonista della ricostruzione morale e materiale della città dopo il devastante terremoto del 1908 e i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Ad aprire e moderare i lavori è stato il seminarista Luca Brogna, dopo i saluti di Cesare Di Pietro e delle autorità accademiche. I relatori hanno tracciato un profilo articolato del presule, evidenziandone il ruolo pastorale, civile e culturale. L’architetto Mirella Vinci ha illustrato l’impegno di Paino nella ricostruzione dell’edilizia sacra e civile, sottolineandone la visione lungimirante e la capacità di coniugare funzionalità e valore simbolico. Durante il suo lungo episcopato furono ricostruite numerose chiese e strutture ecclesiali, restituendo alla città punti di riferimento spirituali e urbanistici. Mons. Pietro Aliquò, definendo Mons. Paino “pastore con un cuore di padre” ha approfondito le linee pastorali del suo ministero, mettendo in luce l’attenzione alla formazione del clero, alla vita spirituale e alla ricomposizione del tessuto ecclesiale in una fase storica segnata da profonde ferite sociali. Il prof. Marco Grassi ha invece delineato il profilo storico e civile dell’arcivescovo, ricordandone la straordinaria longevità – morì nel 1967 a 97 anni – e la capacità di guidare la diocesi per quasi sei decenni, uno degli episcopati più lunghi del Novecento. Nato nel 1870, Paino assunse la guida dell’arcidiocesi in un momento drammatico per Messina. Dopo il terremoto del 1908 si fece promotore di una vasta opera di ricostruzione, reperendo fondi in Italia e all’estero. Celebre l’episodio in cui mise in vendita beni artistici per sostenere gli sfollati, gesto che ne evidenziò la concreta attenzione ai bisogni della popolazione. Figura complessa e radicata nel suo tempo, intrattenne rapporti con il regime di Benito Mussolini, si adoperò inoltre per il rafforzamento delle istituzioni cittadine, sostenendo il ruolo dell’Università degli Studi di Messina e battendosi per l’autonomia della Corte d’Appello di Messina rispetto al Tribunale di Catania. Paino amò particolarmente il Seminario, dove trascorreva lunghi periodi, soprattutto durante l’estate, seguendo personalmente la formazione dei giovani candidati al sacerdozio.
A conclusione del convegno, i partecipanti hanno visitato un’esposizione di paramenti e oggetti appartenuti all’arcivescovo, testimonianze concrete del suo ministero. L’incontro ha rappresentato non solo un momento di memoria storica, ma anche un’occasione per rileggere in chiave attuale l’eredità spirituale e civile di mons. Paino, figura che continua a segnare l’identità della Chiesa messinese e della città.
Messina riscopre mons. Angelo Paino, il vescovo della ricostruzione tra memoria e profezia
