C’era una volta una città di nome Zancle (Messana e poi Messina), che nasceva, come un miraggio tra le sponde dello Stretto, per la magia di “Fata Morgana”.
Patria di Antonello da Messina e rifugio del Caravaggio (Michelangelo Merisi), nel rinascimento, ha vissuto una vera e propria “età dell’oro”. La città si imponeva come leader produttivo, fulcro dell’industria serica siciliana.
Alla fine del 1500, il commercio di seta grezza e semilavorata raggiunse volumi enormi, 600.000 libbre (circa 2721,55 quintali).
La seta prodotta in Sicilia e gestita da Messina veniva esportata in tutta Europa, in particolare verso i centri manifatturieri toscani.
Nel corso del 1800 godeva per sua natura di un eccellente posizione geografica e di privilegi portuali.
Nel luglio del 1860, il porto era quello che oggi gli esperti di logistica definistico “hub” (nodo centrale) per le spedizioni e gli arrivi delle merci, da questo si esportavano prodotti agricoli, derivati e poi olio, vino e soprattutto seta.
C’erano inoltre le attività collegate al bussines della navigazione: assicurazioni, banche, consolati e i tribunali delle guardie doganali etc.
Nonostante il “tremuoto” del 28 dicembre 1908, la città a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, ospitava la Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina e Taormina.
Nell’estate portava con sé l’incanto delle vacanze da trascorrere in quel di Mortelle, tra il Giardino delle Palme, l’Aragosta, il Lido del Tirreno, il Delfino ed il ristorante Sporting.
Oggi di tutto ciò restano, gli scheletri, fatiscenti e nostalgici di alcune di queste strutture, sospese in un limbo, oltre a qualche piazza intitolata a quelle famiglie che resero illustre Messina nel 1800.
Ormai Messana non esiste più!! E’stata scippata della sua Camera di commercio, oggi accorpata ad un’altra, del Banco d’Italia, del Banco di Sicilia che ha radici storiche profonde nella città, essendo nato nel 1849 come “Banco Regio dei Reali Domini al di là del Faro” dall’unificazione della Cassa di Corte di Palermo e di quella di Messina.
Dal 1° novembre 2010 è stato incorporato nel gruppo UniCredit.
Ancora deprivata dei suoi storici teatri e cinema dal Savoia al Romolo Valli, dal San Carlino al Teatro in Fiera, da quel gioiello della Saletta Laudamo al cinema Odeon, dal Metropol al Lux….
Oggi la classe amministrativa, burocratica, dirigenziale, commerciale ed imprenditoriale come ha ridotto la città dello stretto???
Già dalla fine dell’anno scorso si sussurravano “le dimissioni del Sindaco Basile”, arrivate puntuali subito dopo il ciclone Harry.
Da quel dì in poi tra i social e i comunicati stampa serpeggiano polemiche, critiche ma anche plausi e incoraggiamenti per il futuro.
Spuntano come funghi dopo un temporale ipotetici esperti della cosa pubblica, politici locali, regionali, nazionali con ricette “gourmet” su come vada amministrata Messina, i quali negli ultimi trenta/vent’anni sono stati già amministratori.
Nel lungo elenco spicca il nome dell’ex consigliere Angelo Burrascano, quale Presidente del movimento politico “AREA NUOVA” con un direttivo di professionisti e docenti composto: dall’Avv.to Anna Mazzaglia, dai Professori Bruno Anello e Giovanna Barresi….Giovanni Rovito, dalla Prof.ssa Carlotta Crescenti e dalla Prof.ssa Maria Scibilia.
Nelle linee del Pd il segretario provinciale Hyerace traccia la rotta dopo le dimissioni del sindaco Basile. Dichiara: “Bocciata l’amministrazione, l’obiettivo è avviare una stagione nuova, capace di rigenerare Messina e restituirle una prospettiva nel cuore del Mediterraneo”, ma ricordiamo che anche il Pd nel lontano 2005 con l’allora partito Democrazia è Libertà – La Margherita ha avuto un sindaco.
Anche, il centrodestra gioca i suoi “jolly”. A Messina, l’idea è di Navarra anti “Scateno”.
Il casting per il nuovo candidato sindaco di Messina per il centrodestra è già completo: dall’ex deputato del Pd, al commissario “sfiduciato” da Schifani, fino all’ex deluchiana.
Se ne è discusso nel corso di un vertice a Palermo. All’incontro erano presenti i segretari dei partiti di centrodestra: Luca Sbardella (FdI), Marcello Caruso (FI), Fabio Mancuso (Grande Sicilia), Massimo Dell’Utri (Noi Moderati), Totò Cascio (Dc) e Nino Germanà (Lega). «Questo incontro – hanno detto al termine i rappresentanti delle forze politiche – ha confermato la volontà e l’impegno di tutti i partiti per un percorso unitario in tutti i centri interessati dal voto, individuando candidature di alto profilo politico e amministrativo. Questo vale anche e ancor di più per Messina – aggiungono -, dove il centrodestra deve dare una risposta di serietà e responsabilità alla gravissima scelta di lasciare quella comunità senza governo in un momento delicatissimo».
E così, la corsa, per molti considerata in salita, per spodestare il sindaco Federico Basile che si è dimesso per rilanciare sul piatto, partirà da nomi che sono espressamente “anti-De Luca”.
È il caso, ad esempio, dell’Avv.to Marcello Scurria, commissario per il risanamento delle baraccopoli della città dello Stretto, che più volte si è scontrato col sindaco in carica.
Un altro nome, è quello dell’attuale deputato Matilde Siracusano -Forza Italia-, che sarebbe saltato fuori nel corso del vertice, così come quello di Nino Germanà.
Ma la “sorpresa” è quella di Pietro Navarra, ex rettore dell’Università messinese, già deputato nazionale del Pd, che sarebbe pronto a correre in quota Lega, col benestare di Forza Italia.
Gli altri nomi sono quelli dell’avvocato Carlo Autru Ryolo, vicino a Fratelli d’Italia, così come quello dell’ex deluchiana Carlotta Previti, già componente della giunta di Basile che decise di lasciare nel 2023.
Ricordiamo che anche il cdx ha negli ultimi 30 anni amministrato Messina.
Insomma volti vecchi: dov’è il nuovo?
“C’era una volta Messina……….”
