Riforma enti locali, Sud Chiama Nord: “Il Vietnam preannunciato si è consumato norma per norma”

L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato la norma che introduce l’obbligo del 40% di donne nelle Giunte comunali, che diventerà effettivo già con le prossime elezioni amministrative di primavera. «Si tratta di una conquista di civiltà anche in Sicilia», dichiarano i deputati regionali di Sud Chiama Nord Cateno De Luca, Giuseppe Lombardo e Matteo Sciotto. «Finalmente l’Isola si adegua agli standard nazionali garantendo una rappresentanza più equilibrata nelle amministrazioni locali». I parlamentari esprimono inoltre soddisfazione per un risultato ottenuto direttamente dal gruppo: «L’articolo 11, approvato su nostra proposta, consente ai comuni che hanno usufruito del fondo di rotazione nel 2020 di restituirlo in 8 anni anziché in 5. È una misura concreta che alleggerisce la pressione finanziaria sugli enti locali e permette ai sindaci di programmare con maggiore serenità». Il giudizio complessivo sulla riforma degli enti locali resta tuttavia critico. «Rimane l’amarezza per la mancata introduzione del terzo mandato e per un’Aula che non è stata coerente sugli adeguamenti alle norme nazionali. Si è proceduto senza una visione organica, votazione dopo votazione». Secondo i parlamentari, il risultato finale è il riflesso diretto delle divisioni politiche interne alla maggioranza. «Il testo approvato è figlio di una maggioranza che nei fatti non esiste più. L’esame in Aula si è trasformato in quel Vietnam parlamentare che avevamo preannunciato e che si è verificato norma per norma». Sud Chiama Nord evidenzia quindi un bilancio in chiaroscuro: «Portiamo a casa una norma importante sulla rappresentanza di genere, ma si perde l’occasione di una riforma complessiva e coerente degli enti locali».

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