Villa Dante, piscina fantasma: Carbone denuncia — abbonamenti pagati ma cancelli chiusi, esplode la protesta degli utenti

Proteste sempre più diffuse attorno alla piscina di Villa Dante, al centro delle segnalazioni di numerosi utenti che lamentano chiusure frequenti e improvvise dell’impianto destinato al nuoto libero. A farsi portavoce del malcontento è il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Dario Carbone, che denuncia una situazione di disagio protratta da mesi.
Secondo quanto riferito, molti frequentatori avrebbero sottoscritto abbonamenti o acquistato ingressi senza poter usufruire regolarmente del servizio, ricevendo spesso comunicazioni mattutine che annunciano la chiusura della struttura senza preavviso e senza spiegazioni ritenute adeguate.
Nel mirino finisce la motivazione fornita dall’amministrazione dell’impianto, ovvero la temperatura dell’acqua non idonea all’attività ricreativa a causa delle condizioni climatiche. Una giustificazione che Carbone definisce «non accettabile» e che, a suo avviso, evidenzierebbe piuttosto criticità gestionali e carenze nella programmazione degli interventi tecnici necessari a garantire la continuità del servizio.
Il consigliere richiama inoltre altre problematiche strutturali già segnalate dagli utenti, tra cui gli spogliatoi resi inagibili dal degrado del tetto e i ricorrenti malfunzionamenti della caldaia, elementi che contribuirebbero a rendere instabile l’apertura dell’impianto.
Da qui la richiesta di un intervento deciso e risolutivo che consenta di restituire piena funzionalità alla piscina di Villa Dante, considerata una struttura strategica per lo sport e per la socialità cittadina. Una vicenda che riaccende il dibattito sulla gestione degli impianti pubblici e sulla necessità di garantire servizi efficienti e continuativi agli utenti.

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