“Prendiamo atto dell’ennesimo intervento dell’avv. Marcello Scurria con cui annuncia la quarta querela nei confronti di Cateno De Luca e le prime azioni giudiziarie contro la Presidente di Sud Chiama Nord, Laura Castelli, e l’avv. Maurizio Cacace.
Insomma tutto secondo copione… Che dire? #scurriaquerelacitutti
A quanto pare sembra essere il metodo che sostituisce sistematicamente le risposte nel merito.
E noi ricordiamo gli interrogativi e ne aggiungiamo un quinto:
1. Revoca dell’incarico
Se la gestione del risanamento era così impeccabile, perché è stato revocato dal Presidente della Regione e perché il TAR ha ritenuto legittima quella decisione?
2. Promessa dei 35 milioni alle circoscrizioni
Come pensa di garantire 35 milioni di euro annui alle circoscrizioni, pari a 5 milioni per ciascuna?
3. Aumento TARI
E, rispetto alla falsa narrazione sull’aumento indiscriminato della TARI, perché non esibisce le fatture intestate a lui, relative ad abitazione e studio, così da dimostrare che l’aumento di cui parla è reale oppure si tratta dell’ennesima falsità?
4. Compensi da sub commissario
È vero o no che percepiva 100 mila euro annui come sub commissario per il risanamento di Messina e che, da luglio 2025, percepisce nuovamente circa 100 mila euro l’anno come sub commissario per la riqualificazione di Rosarno, dello Scalo e di San Ferdinando?
5. Rapporto con Buzzanca
È vero che, dopo aver contribuito alla decadenza dell’allora sindaco Giuseppe Buzzanca difendendo i cittadini promotori dell’azione popolare legata alla condanna definitiva per abuso d’ufficio e peculato, l’avv. Scurria divenne successivamente consulente proprio dello stesso sindaco Buzzanca?
La politica si esercita davanti alla comunità, assumendosi la responsabilità delle proprie scelte. Trasferire il confronto nelle aule giudiziarie rischia invece di comprimere il dibattito pubblico e di allontanare le risposte che i cittadini attendono.
Si rassegni l’avv. Scurria: non basteranno le minacce di querela.
È un metodo che utilizza anche sulle proprie pagine social, dove il dissenso non viene affrontato nel merito ma spesso accompagnato dal richiamo a possibili azioni legali, quasi a scoraggiare il confronto. Un atteggiamento che rischia di trasformare il dibattito pubblico in un luogo in cui l’espressione critica viene percepita come un rischio, anziché come un normale esercizio democratico.” Lo afferma il Coordinatore cittadino Sud Chiama Nord – Nino Carreri
