Ci sono luoghi che sembrano custodire il respiro della storia. Spazi in cui il tempo non scorre soltanto, ma resta sospeso tra le pietre, nelle volte, nella luce che filtra tra le colonne. È in uno di questi luoghi, la suggestiva Cripta del Duomo di Messina, che questa mattina si è svolto “Lena, cuore di donna – Arte, musica e… visioni”, iniziativa organizzata dalla FIDAPA BPW Italy, sezione di Messina, presieduta dall’architetto Teresa Altamore, in occasione della Giornata internazionale della donna.
La cripta del Duomo, uno degli ambienti più affascinanti e suggestivi della città, ha accolto un evento che ha intrecciato linguaggi artistici diversi, capaci di fondersi in un’unica narrazione: arte visiva, parola e musica.
Al centro della scena la performance del collettivo d’arte indipendente Gas Front Man, guidato dall’artista messinese Alex Caminiti, che ha presentato anche una sua opera. La ricerca artistica di Caminiti attraversa pittura, installazione e azione performativa, muovendosi tra memoria della tradizione e tensione contemporanea.
La performance ha preso forma attraverso il teatro e la parola. I dialoghi scenici sono stati interpretati dalle attrici Giorgia Costanzo e Domenica Urso, che hanno dato voce al racconto ispirato alla figura di Lena Antognetti, donna affascinante e controversa considerata la musa del grande Caravaggio.
A sostenere la dimensione emotiva della performance è stata la musica dal vivo: il pianoforte e il flauto di Ginevra Maria Caminiti e Gregorio Rizzo Ugdulena hanno accompagnato il racconto scenico, contribuendo a creare un’atmosfera intensa e raccolta, perfettamente in sintonia con la spiritualità e la storia del luogo.
Arte, teatro e musica si sono così intrecciati in un’unica esperienza sensoriale, capace di dialogare con lo spazio e con il pubblico. Non semplicemente uno spettacolo, ma un momento di condivisione culturale in cui linguaggi diversi hanno trovato una stessa direzione.
E per qualche ora, tra suoni, parole e visioni, la cripta del Duomo è tornata a vivere di arte, accogliendo un racconto che ha unito memoria, creatività e sensibilità contemporanea.


