Sabato 21 e domenica 22 marzo tornano anche nella provincia di Messina le Giornate FAI di Primavera. Tre i luoghi che saranno aperti al pubblico: il Monastero Benedettino di San Placido Calonerò a Messina, il Castello della Scala a Patti e il borgo di Casalvecchio Siculo. L’iniziativa è stata presentata nel Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni alla presenza del rappresentante istituzionale della Città Metropolitana di Messina, Flavio Santoro, che ha richiamato una frase simbolica: «La bellezza salverà il mondo», sottolineando il valore di iniziative capaci di riportare l’attenzione sui luoghi identitari del territorio.
Il capo delegazione del FAI Messina, Nico Pandolfino, ha ricordato il grande coinvolgimento dei giovani: saranno infatti oltre seicento gli studenti impegnati nelle giornate, di cui circa 420 proprio nel sito del Cuppari, mentre gli altri accompagneranno i visitatori a Patti e a Casalvecchio Siculo.
L’ assessore alla cultura di Patti, Salvatore Sidoti, ha portato il saluto del sindaco Bonsignore, impossibilitato ad essere presente, sottolineando come per la città sia motivo di orgoglio ospitare una giornata FAI. Ha quindi ringraziato il FAI per il coinvolgimento e la signora Teresa Di Bella per aver messo a disposizione il Castello della Scala, definito un monumento di grande valore così come il suo giardino : “Iniziative come queste”, “ha detto, non sono solo un invito alla bellezza, ma anche un momento di educazione civica e culturale”.
Molto sentito l’intervento del dirigente scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore “Minutoli-Cuppari”, Pietro La Tona, che ha ricordato il lungo percorso che ha portato alla valorizzazione del complesso di San Placido Calonerò: “Siamo onorati di poter mostrare alla città un luogo molto bello e importante per la storia religiosa, civile e scolastica del territorio”.
Il dirigente ha ripercorso alcune tappe di questo percorso: dal suo arrivo nel 2009 fino al 2010, quando una puntata della trasmissione televisiva “Presa Diretta” raccontò la situazione delle scuole italiane e anche il Cuppari fu protagonista del reportage. Il programma mostrò le condizioni del Cuppari, che divenne quindi simbolo delle difficoltà e del degrado di alcune strutture scolastiche. Da lì iniziò un percorso di recupero che negli anni successivi ha portato agli interventi di riqualificazione grazie all’impegno delle amministrazioni provinciali, con investimenti di circa dieci milioni di euro durante le amministrazioni guidate prima da Nanni Ricevuto e poi da Cateno De Luca.
Nel Novecento il complesso è diventato sede scolastica con la fondazione della Regia Scuola di Agricoltura. Oggi il Cuppari rappresenta l’unico istituto tecnico agrario della provincia di Messina, con circa 130 ettari tra vigneti e oliveti, una cantina completa fino all’imbottigliamento e laboratori di chimica. Tra le eccellenze anche la produzione del San Placido Doc e il percorso formativo per la professione di enotecnico.
Durante le Giornate FAI saranno organizzati due appuntamenti su prenotazione sia sabato che domenica, con alcune sorprese riservate ai visitatori.
Tra gli interventi anche quello di Carmelo Lembo, presidente dell’associazione BIOS, realtà impegnata in progetti di innovazione e valorizzazione culturale del territorio. Lembo ha illustrato il lavoro realizzato con i virtual tour, strumenti digitali pensati per permettere una fruizione più dinamica dei luoghi e renderli accessibili anche a chi ha difficoltà a visitarli di persona, grazie a percorsi immersivi e audioguide.
In chiusura Nico Pandolfino, capo delegazione del FAI Messina, ha ricordato che è ancora possibile effettuare le prenotazioni anche attraverso la piattaforma e ha rivolto un invito particolare alle scuole medie: “i ragazzi potranno scoprire un luogo molto bello che potrebbe essere importante anche per il vostro futuro”.
