Si è svolta, presso il Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni a Messina, la conferenza dal titolo “Messina, Regina delle fiumare”, dedicata alla storia geologica e al ruolo territoriale dei principali torrenti che hanno modellato nel tempo il paesaggio urbano della città.
L’incontro è stato promosso dalla sezione messinese dell’Associazione Europea degli Insegnanti (AEDE) e ha visto come relatori la geologa Ester Tigano, presidente dell’associazione Koiros-ME, e il prof. Antonino Arcoraci, presidente della FederSPEV Sicilia. A introdurre i lavori è stata la presidente dell’AEDE Caterina Pugliese, mentre il coordinamento è stato affidato alla prof.ssa Lucietta Di Paola dell’Università di Messina.
Nel corso della conferenza è stata illustrata l’importanza delle fiumare, elementi caratteristici del territorio messinese: corsi d’acqua a carattere torrentizio, spesso asciutti per gran parte dell’anno, ma capaci durante le piogge intense di convogliare grandi quantità di acqua e detriti dalle colline dei Peloritani verso il mare.
Particolare attenzione è stata dedicata ad alcuni dei principali torrenti che attraversano la città. Tra questi il torrente Camaro, le cui acque sfociano nel Mar Ionio. Oggi gran parte del suo percorso è coperto dalle infrastrutture urbane, come lo svincolo autostradale e il tratto coperto del viale Europa. Durante la descrizione non sono mancati riferimenti storici e curiosità legate al territorio, tra cui il cosiddetto “ponte americano”, oltre ai richiami alle tradizioni cittadine e ai miti di Mata e Grifone, simboli della città. Infine una curiosità: una delle più celebri “muscle car” è chiamata Chevrolet Camaro
Ampio spazio è stato dedicato anche al torrente Portalegni, che in passato svolgeva un ruolo importante nel deflusso delle acque piovane e nel trasporto dei sedimenti. Oggi il suo corso è completamente interrato: dalle alture della valle di Gravitelli attraversava il corso Cavour, l’area di piazza Duomo e sfociava nei pressi della Chiesa dei Catalani. Con la trasformazione urbanistica della città il torrente è stato deviato e convogliato lungo l’attuale tracciato della via Tommaso Cannizzaro.
Tra i corsi d’acqua ricordati anche il torrente Boccetta, che nel tempo, da rambla degli anni 30, è stato progressivamente coperto, fino a diventare oggi uno dei principali snodi viari della città.
Particolarmente significativa la storia del torrente Giostra, che nasce dalle alture sopra San Michele. Un tempo il suo corso era alimentato quasi tutto l’anno e scendeva fino alla zona dell’attuale piazza Castronovo, per poi proseguire verso l’area compresa tra il viale Giostra, il viale della Libertà e l’Annunziata. Nel corso degli anni l’area è stata interessata da importanti interventi di urbanizzazione e sistemazione idraulica, necessari per ridurre il rischio idrogeologico tipico dei torrenti a regime irregolare.
Infine, è stata ricordata la fiumara dell’Annunziata, oggi considerata uno dei nuovi margini urbani della città e un esempio significativo del rapporto tra morfologia naturale e sviluppo urbano.
Molto apprezzata dal pubblico anche la ricca documentazione fotografica presentata durante l’incontro. Il professor Arcoraci, considerato una vera e propria memoria storica della città, ha accompagnato la narrazione con ricordi e testimonianze che hanno restituito un’immagine viva della Messina del passato.
Nel corso dell’incontro i relatori hanno sottolineato come le fiumare non rappresentino soltanto elementi geologici, ma anche importanti testimonianze della storia del territorio, fondamentali per comprendere l’evoluzione urbanistica di Messina. Allo stesso tempo è stata evidenziata la necessità di una costante attenzione alla manutenzione e alla gestione idraulica di questi corsi d’acqua, per prevenire fenomeni di dissesto.
La conferenza ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento e divulgazione scientifica su un tema strettamente legato al territorio messinese, contribuendo a valorizzare la conoscenza delle sue caratteristiche naturali e del rapporto tra ambiente e sviluppo urbano.
