La sentenza che conferma un disastro annunciato sull’ ente CERF: la Regione Siciliana dal 2017 a oggi dov’era?

Dal 2018 sino a qualche tempo fa per i corridoi della Presidenza della Regione, dell’Assessorato regionale alla formazione professionale, dell’assemblea regionale siciliana (ARS) e dell’ente di formazione professionale Cerf scarl, si sussurrava di un possibile disastro di matrice politico amministrativa a danno dei dipendenti, dei fornitori, dei corsisti e di terzi dell’ente in parola.

Il 4 marzo 2026 ecco servito il piatto freddo che avvelena ogni speranza, ogni futuro per chi ha creduto che qualcosa si potesse ancora salvare.

Il tribunale di Palermo, sezione IV civile e procedure concorsuali, nell’espletamento corretto delle sue funzioni, nel procedimento iscritto al n. 62/2025 afferma “ritenuto che è indubbia la natura commerciale dell’attività esercitata dall’ente CERF, avente ad oggetto lo svolgimento di corsi di formazione; ritenuto che risulta un debito pari ad € 2.379.947,34 risultante dalla nota trasmessa dall’Agenzia Entrate Riscossione datata 16 febbraio 2026 e del debito non iscritto a ruolo pari ad € 1.697.630, 42 risultante dalla nota datata 25 febbraio 2026 trasmessa dall’INPS; ritenuto che lo stato di insolvenza di cui agli art. 2 lett. b) e 121 CCII risulta provato, oltre che dai sopra citati elementi, anche dall’ulteriore esposizione debitoria nei confronti dei dipendenti e dei creditori privilegiati ex art. 2751 bis n. 2 c.c., pari, rispettivamente, ad € 4.283.586, ed € 1.297.594,00, nonché dalla revoca dell’accreditamento per lo svolgimento dei corsi di formazione e dall’incertezza sulla quantificazione e sulla tempistica dei pagamenti dei crediti vantati dall’ente nei confronti degli Assessorati della Regione Sicilia per l’attività espletata, in ordine ai quali devono completarsi le attività di rendicontazione da parte della società CERF e di controllo da parte dell’amministrazione regionale, dichiara l’apertura della liquidazione giudiziale”.

È limpida e corposa la pronuncia del Tribunale di Palermo nel ricostruire i fatti che hanno generato il sovraindebitamento dell’Ente di formazione professionale Cerf scarl, legati all’avviso 2/2018 e 8/2016, iniziati e terminati in un arco temporale che va dal 2017 al 2025.

È limpida e motivata su documentazione la pronuncia dello stesso Tribunale nel rappresentare la revoca dell’accreditamento dell’Ente Cerf, l’incertezza sulla quantificazione dei pagamenti dei crediti vantati dal CERF nei confronti degli Assessorati della Regione Sicilia per l’attività espletata, nonché l’obbligo in capo all’amministrazione regionale del controllo circa la fase di rendicontazione.

Ebbene il giudice è certo nel ritenere che il Cerf ad oggi vanta sia crediti da vari assessorati ma nello stesso tempo sia debitore verso i propri dipendenti di circa 5 milioni di euro cinquecento ottantuno milioni, nonché di € 1.697.630, 42 verso Inps per versamenti non eseguiti, ed in ultimo di € 2.379.947,34 per debiti con l’Agenzia Entrate Riscossione per mancati pagamenti.

I corsi in questione riguardano sia l’avviso 2/2018 della Regione Siciliana, per il quale l’attuale governo regionale con DDS. 306 del 12/03/2025 ha accertato sul Sistema informativo Sicilia FSE 1420 la validazione della DDR finale (documento fondamentale per richiedere il pagamento delle spese sostenute nei progetti finanziati che può essere iniziale, intermedio e finale).

Ma cos’è la validazione della rendicontazione? È il processo di verifica amministrativa, contabile e tecnica da parte del dipartimento regionale dei giustificativi di spesa (fatture, pagamenti ai dipendenti, ai fornitori) caricati dai beneficiari, cioè gli enti di formazione).

In altre parole per l’amministrazione regionale le DDR finali di rendicontazione del Cerf dell’avviso 2 risultano valide, ma non per il Tribunale di Palermo (vedi ultimo capoverso della sentenza riportata).

Lo stesso può dirsi per i corsi dell’avviso 8/2016, per i quali l’assessorato regionale alla formazione con una serie bulimica di provvedimenti amministrativi talora DDS (decreto del dirigente del servizio), talvolta DDG (Decreto del dirigente generale) riesce a sconfessare sé stessa!!!!!

Ed infatti nel DDS 1915 del 31/12/2024 si legge “Visto il D.D.S. di concessione di finanziamento n. 890 del 06/08/2021 in favore dell’Ente beneficiario CERF s.c. a r.l., C.F./ Via Damiani Almeyda n. 5/a, 90141 Palermo (PA) a valere sulle risorse finanziarie del PO FSE Sicilia 14-20 – Avviso 8/2016, sul capitolo 373736, rimodulato con DDS n. 161 del 09.03.2023; Visto il D.D.G. n. 87 del 16/02/2024 con cui veniva revocato il D.D.G. n. 3876 del 18/07/2016 e successive modifiche con cui l’Ente Cerf Società Consortile veniva accreditato per le attività standard finanziate ai sensi del D.P.Reg. n. 25 del 1/10/2015, per lo svolgimento dell’attività di formazione professionale per macrotipologie A, B, C e D, prevedendo la possibilità che l’Ente revocato procedesse con il completamento delle attività in corso di svolgimento!! Per le motivazioni esposte in premessa…è decretata la chiusura dell’intervento formativo attuato nell’ambito dell’Avviso 8/2016 dall’ente beneficiario CERF s.c.ar.l.. L’erogazione della quota di saldo è subordinata alla verifica partite debitorie/creditorie per procedure esecutive notificate a questa Amministrazione nella qualità di terzo pignorato.”.

Il passaggio misterioso-inquietante dei predetti provvedimenti amministrativi consiste nel fatto che la regione siciliana afferma A e dopo Z.

In parole semplici il 16 febbraio 2024 il dirigente generale del dipartimento formazione professionale revoca il decreto dell’anno 2016 del dirigente generale del dipartimento formazione, con cui era stato concesso l’accreditamento all’ente, dando però la possibilità all’Ente revocato (cioè senza accreditamento) di procedere con il completamento delle attività in corso di svolgimento e comunque prendendo atto della presenza di pignoramenti da parte dei dipendenti.

Secondo la legge un ente di formazione per ottenere o mantenere l’accreditamento, deve presentare alla Regione Siciliana una serie di documenti che attestino la regolarità amministrativa, tecnica e contributiva.

Tra i tanti documenti rientra il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) requisito fondamentale per attestare la correttezza nei pagamenti verso INPS e INAIL.

Le domande escono come zampilli dalla fonte: come fa il Dirigente Generale del dipartimento formazione con il DDG n. 87 del 16/02/2024 a dare la possibilità all’ente in questione, a completare le attività di formazione avendo un debito con l’INPS di oltre un milione e mezzo di euro e dunque non avendo il DURC????

La regione o meglio i vari presidenti di regione, Musumeci e Schifani, cosi come i vari assessori alla formazione professionale, La Galla, Aricò (oggi alle infrastrutture) e Turano non sapevano???

Risulta inverosimile tenuto conto che la regione è stata sommersa di pec da parte prima dei dipendenti dell’Ente per il mancato pagamento degli stipendi, da parte dei fornitori.

La procura di Palermo ha aperto un fascicolo? I Centri per impiego cosa hanno fatto o stanno facendo?

Al di là delle domande, delle possibili azioni che saranno intraprese e delle responsabilità, cui la Regione Siciliana sarà chiamata a rispondere sia sul piano politico che amministrativo, l’attuale Assessore regionale Turano (lega) e il Presidente Schifani (forza Italia) prenderanno i dovuti provvedimenti per non lasciare oltre 5000 persone tra dipendenti, corsisti e fornitori oltre le loro famiglie a tri tuba?

I dipendenti, i corsisti e i fornitori oltre le loro famiglie dell’Ente Cerf ringrazieranno?

Di certo c’è un disastro più che annunciato, sentenziato di gusto agrodolce e di aroma centrodestra.

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