Parte da Mili San Marco il 12 aprile, con una seconda tappa già fissata il 19 a Curcuraci, il programma di screening gratuiti promosso dal Gruppo Caronte & Tourist insieme alla Croce Rossa Italiana. Sono le prime date di un’iniziativa più ampia, rivolta alle persone in condizioni di fragilità sociale e pensata per portare la prevenzione direttamente sul territorio.
Non ci sarà prenotazione online. La scelta è precisa: raggiungere chi normalmente resta fuori dai circuiti digitali e sanitari. Per questo La Caronte ha coinvolto la Curia e le parrocchie, chiamate a fare da “antenne” sul territorio e da punto di raccolta delle richieste. Una rete concreta, che si affianca a quella già rappresentata da Caritas e forze dell’ordine, per intercettare i bisogni reali.
L’idea è semplice quanto ambiziosa: portare il medico in piazza. «C’è chi non ha nemmeno un medico di famiglia», è stato sottolineato nel corso della presentazione. Da qui il coinvolgimento di numerosi professionisti volontari: dermatologi, internisti, nutrizionisti, dietisti e altre figure oggi fondamentali. Si partirà dai controlli di base, come la misurazione della pressione, fino ad arrivare a visite più specifiche.
Nel corso della conferenza stampa, Tiziano Minuti, alto dirigente e portavoce del gruppo Caronte & Tourist, ha richiamato il valore etico dell’iniziativa, sottolineando anche il sostegno come sponsor e rinnovando la solidarietà al Cirs, colpito nuovamente da un atto vandalico.
Un impegno condiviso con la Croce Rossa Italiana, rappresentata da Antonio Chimicata, volontario da oltre 25 anni e presidente del Comitato di Messina, che ha evidenziato l’importanza di portare la prevenzione direttamente tra la gente, rafforzando una rete capace di raggiungere le situazioni più fragili.
Per il Gruppo Caronte & Tourist, come ha evidenziato l’amministratore delegato Pietro Franza, si tratta di una scelta coerente con la propria identità: «Siamo un’azienda connessa alle persone e dobbiamo esserlo anche alla prevenzione. In territori dove molti non hanno mai fatto determinati controlli, si possono salvare vite. Questo deve essere anche il nostro compito».
Soddisfazione è stata espressa anche da Monsignore Cesare Di Pietro, che ha parlato di un’iniziativa da sostenere e “benedire”, ricordando i dati sempre più allarmanti sulla povertà e il ruolo delle parrocchie come vere “antenne” sul territorio.
A sottolineare il lavoro organizzativo, Piera Calderone, che ha ringraziato tutti i soggetti coinvolti: «Anche salvare una sola persona è un risultato».
E forse è proprio questo il senso più diretto dell’iniziativa: meno celebrazioni e più presenza. Dove serve davvero.
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