Nata per condividere l’Amore: l’Antigone di Sofocle

All’Istituto Teologico S. Tommaso si è tenuto un convegno dedicato a Sofocle, nell’ambito del progetto decennale Conversazioni Letterarie 10.0, che da un decennio promuove incontri e approfondimenti sul patrimonio classico e contemporaneo.
Il benvenuto ai partecipanti è stato dato da don Gianni Russo, il quale ha sottolineato l’importanza di riflettere su temi eterni come giustizia, legge e coscienza, sempre attuali anche nel contesto contemporaneo.
A Tebe, Antigone disobbedisce al re Creonte, per dare degna sepoltura al fratello Polinice, morto per aver assediato la città, considerato traditore e lasciato insepolto per decreto. La sorella Antigone viene condannata a morte e da lì una serie di tragedie, conseguenze dell’orgoglio e dell’inflessibilità del potere: la morte di Emone, promesso sposo di Antigone, di Euridice rispettivamente figlio e moglie di Creonte lasciano in profonda solitudine quest’ultimo che non fa altro che maledirsi per la sua intransigenza.
La relatrice, prof.ssa Maria De Luca, ha guidato i presenti attraverso l’analisi del personaggio di Antigone che rappresenta la legge morale, non scritta, contrapposta alla legge umana incarnata nella figura tracotante di Creonte. I coreuti, nel contesto, narrano la voce della coscienza collettiva e fungono da ponte tra le azioni umane e le leggi eterne, offrendo al pubblico spunti di riflessione morale e spirituale.
Un passaggio iniziale molto significativo del convegno ha riguardato il contributo di Rudolf Steiner, che nel 1984 ha censito ben 1.530 studi su Sofocle, tra traduzioni e rivisitazioni, sottolineando la ricchezza e l’attualità della tragedia. Anche Hegel ammirava profondamente l’opera, definendola “uno dei capolavori eccellenti, capace di mettere in scena il conflitto tra le diverse sfere dell’eticità”
La prof.ssa De Luca ha illustrato la tragedia riassumendone egregiamente i contenuti, auspicando che Antigone non sia solo un classico da studiare, ma un’opera che stimola il pensiero critico e invita a meditare sul delicato equilibrio tra giustizia, leggi umane e principi morali.
Il convegno si conferma un momento prezioso di dialogo culturale, capace di coniugare studi approfonditi, riflessione morale e passione per il patrimonio letterario classico.

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