L’Archeoclub Area Integrata dello Stretto ha riacceso i riflettori sul Tempio di San Francesco all’Immacolata con l’incontro “Un monumento fra storia e leggenda”. Introdotto dalla Presidente Rosanna Trovato, l’evento ha esplorato il legame millenario tra l’ordine francescano e la città peloritana, in un momento di profondo rilievo spirituale e civile per l’intera nazione. L’Italia è infatti oggi impegnata, attraverso un apposito Comitato Nazionale, nel rilancio del messaggio di pace del Patrono d’Italia valorizzando i suoi luoghi simbolo, tra i quali spicca per maestosità il tempio messinese di viale Boccetta.
L’Arch. Orazio Micali, Soprintendente ai BB.CC.AA. di Messina, ha tratteggiato l’evoluzione di un monumento che non è solo architettura, ma il racconto di una città che ha strenuamente difeso la propria anima. Tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, il tempio ha vissuto i suoi momenti più drammatici. Sebbene il terremoto del 1908 ne avesse spezzato la struttura, lasciando in piedi solo le imponenti absidi gotiche, la minaccia peggiore arrivò con la ricostruzione.
Fu allora che la determinazione della cittadinanza si fece baluardo: un Comitato Civico di intellettuali e fedeli si oppose all’abbattimento dei resti o alla costruzione di una chiesa moderna e anonima. Attraverso una costante pressione sulle istituzioni e una capillare raccolta fondi, la Soprintendenza impose il restauro filologico, culminato negli anni ’50 con il recupero dei materiali originali e la fedele ricostruzione delle navate duecentesche.
La rinascita del complesso si intreccia con le figure di San Francesco, che scelse Messina per la sua prima fondazione in Sicilia nel 1254, e Sant’Antonio di Padova, accolto in città nel 1221 dopo il naufragio sulle coste siciliane.
Lo storico Marco Grassi ha inoltre sciolto l’enigma dell’intitolazione del tempio. Perché “San Francesco all’Immacolata”? La risposta risiede nella dottrina: i Francescani furono i “paladini” del dogma dell’Immacolata Concezione secoli prima della sua proclamazione ufficiale (1854). Unendo il nome del Fondatore a quello della Vergine — eletta da Francesco a protettrice dell’ordine — il tempio di viale Boccetta divenne il manifesto della missione spirituale francescana nell’Isola.
Attraverso il rigore storico e il fascino della narrazione, Micali e Grassi hanno restituito alla comunità una consapevolezza fondamentale: il patrimonio storico vive finché esiste una collettività disposta a lottare per esso.
L’iniziativa ha goduto del patrocinio di prestigiose istituzioni, tra cui l’Arcidiocesi di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela, l’Università di Messina (DICAM), la Città Metropolitana di Messina, la Regione Siciliana, l’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto e l’Ucsi Sicilia.
Messina: il Tempio di San Francesco all’Immacolata tra storia, fede e resilienza urbana
