Presentata oggi la V edizione del Segesta Teatro Festival, che si terrà dal 29 luglio al 30 agosto 2026 nel Parco Archeologico di Segesta (Tp)

Dal 29 luglio al 30 agosto 2026 torna il Segesta Teatro Festival, giunto alla V edizione, con la direzione artistica di Claudio Collovà: teatro, musica, danza e visioni contemporanee, all’alba e al tramonto, spettacoli site specific sull’osservazione delle stelle e laboratori a tema gratuiti, animeranno lo straordinario scenario storico e naturale del Parco Archeologico di Segesta, diretto da Luigi Biondo.
In un tempo segnato dal ritorno dei conflitti e dal rumore assordante delle armi, il Festival sceglie ancora una volta di affidare al teatro, alla musica e alla danza il compito di leggere il presente attraverso la memoria dell’antico. Le pietre millenarie del Teatro Antico, che nella sua cavea ospita danza e teatro (fino a 1.200 spettatori) e del Tempio (fino a 800 posti), dedicato alla musica e concerti, diventano così il luogo di un rito collettivo, in cui la bellezza non è evasione, ma atto di
resistenza culturale, spazio di pensiero e possibilità di pace.
Il Festival, cresciuto di anno in anno registrando tanti sold out e una presenza di spettatori sempre maggiore, è riconosciuto dalla Regione Siciliana tra le manifestazioni di grande richiamo turistico e culturale, sostenuto dal MiC – Ministero della Cultura e promosso dal Parco Archeologico di Segesta.
Molti i protagonisti di fama nazionale e internazionale nella V edizione: Lella Costa, Gianmarco Carroccia, Arianna Scommegna, Sergio Maifredi, Luciana Di Bella, Massimiliano Pace, U- Theatre, Tarab Dance, Manuela Kustermann, Roberto Latini, Marcello Barrale, Alfredo Giammanco, Roberta Pisu e arcis_collective, Avion Travel, Moni Ovadia, Mario Incudine, Dardust, Gabriele Vacis e PoEM, Alessio Alessandra Band, Zoukak Collective, Tamuna, Dario Battaglia, New Folk Ensemble, Kataklò Athletic Dance Theatre, Maddalena Crippa, insieme agli artisti e alle compagnie coinvolte nei laboratori esperienziali.
La programmazione della sezione teatro di questa V edizione torna alla sua funzione originaria: un rito collettivo di catarsi e riflessione. Torna ad abitare lo spazio scenico come un organismo vivo, capace di dare voce ai dilemmi dell’uomo contemporaneo attraverso la forza del mito e della parola d’autore. L’indagine profonda sull’assurdità della guerra è affidata a voci femminili che fanno risuonare l’antico con la forza, purtroppo brutale, dei giorni nostri.

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