Con Federico II di Svevia, Palermo divenne la sfarzosa capitale del Sacro Romano Impero.
La città visse una grandiosa stagione culturale grazie alla famosa “Scuola siciliana”.
I poeti non erano giullari, ma colti funzionari, notai e giuristi che usarono per la prima volta il volgare illustre (il siciliano) per scrivere d’amore.
Al termine di questo periodo di magnificenza culturale, la capitale della Sicilia divenne preda della
dominazione Angioina (Francesi).
Costoro spostarono il centro del potere a Napoli, facendo decadere Palermo a un ruolo periferico.
La dominazione durata circa vent’anni ha lasciato nella città un’importante impronta nell’architettura gotica, introdotta direttamente dai maestri francesi.
Questo stile si fuse in modo del tutto peculiare con il sostrato artistico locale, dando vita a edifici caratterizzati da severità, slancio verticale e maestose coperture lignee.
Edifici e Chiese di Rilievo quali: la Basilica di San Francesco d’Assisi all’Immacolata, iniziata intorno al 1260 e ampliata con l’avvento angioino, presenta uno splendido rosone e un portale ogivale.
È considerata uno dei massimi esempi di gotico in Sicilia.
Lo stesso dicasi per Palazzo dei Normanni, che sotto questo dominio subì restauri e ampliamenti volti ad adattarla alle esigenze della nuova corte.
E così anche la Cattedrale che durante questo periodo, fu oggetto di continui rimaneggiamenti che ne definirono le forme gotiche, visibili soprattutto nella parte absidale e negli archi a sesto acuto.
In ultimo la Chiesa di Santo Spirito che conserva l’impianto originario a croce latina e rappresenta la tipica architettura cistercense portata dai francesi.
È storicamente celebre perché qui scoppiò la rivolta dei Vespri Siciliani (30 marzo 1282), dovuta al malcontento del popolo palermitano.
Qui la storia si intreccia alla leggenda: “il Lunedì dell’Angelo, sul sagrato della Chiesa del Santo Spirito a Palermo, all’ora del vespro o ora della preghiera serale, un soldato francese di nome Drouet, osò molestare una nobildonna palermitana, con il pretesto di perquisirla. Il marito, furioso, strappò la spada al soldato e lo uccise”
Questo episodio raffigurato anche nel capolavoro di Francesco Hayez, scatenò l’ira della popolazione locale, che si ribellò al grido di “Muoiano i francesi!!”, dando inizio a un violento tumulto in tutta la città. La rivolta si estese rapidamente all’intera isola.
Istituito un governo autonomo, i siciliani chiesero l’aiuto di Papa Martino IV, che però si schierò con Carlo d’Angiò e scomunicò gli insorti.
Per difendersi dalla ritorsione angioina, i nobili siciliani offrirono la corona di Sicilia a Pietro III d’Aragona, genero di Manfredi di Svevia.
L’arrivo della flotta aragonese diede il via alle lunghe “Guerre del Vespro”.
Il conflitto si concluse nel 1302 con la Pace di Caltabellotta e l’accordo divise lo storico Regno di Sicilia in: Regno di Trinacria (la Sicilia vera e propria) che passò sotto il controllo degli Aragonesi e Regno di Napoli (la parte continentale dell’Italia meridionale) che rimase agli Angioini.
Palermo quindi con l’incoronazione di Pietro III d’Aragona iniziò una nuova trasformazione del tessuto urbano, sociale e culturale, lasciando un’eredità storica ancora oggi visibile nel centro storico.
Lo stile architettonico del centro urbano divenne così gotico-catalano.
Tra le sue principali testimonianze: Palazzo Chiaramonte-Steri, esempio di architettura medievale siciliana, confiscato agli angioini, che divenne il centro del potere aragonese e, in seguito, sede dell’Inquisizione.
Durante il trecento, la famiglia Chiaramonte dominò la città, arrivando a risiedere nel suddetto Palazzo, ma la leggenda narra che l’imponente costruzione sia tuttora infestato dai fantasmi di coloro che vi furono imprigionati e giustiziati per volere del potere aragonese.
Antica fortezza a difesa del porto è il Castello a Mare, conserva un massiccio portale d’ingresso attribuito a Ferdinando d’Aragona ed elementi difensivi del XV secolo.
Capolavoro del gotico-catalano progettato da Matteo Carnilivari nel XV secolo, che oggi ospita la Galleria Regionale della Sicilia è il Palazzo Abatellis.
In assenza di Goethe Chiudiamo il nostro tour con Palazzo Scaflani del 1330, realizzato durante la dominazione aragonese, presenta grandi bifore ed eleganti archi a sesto acuto.
