Messina si prepara a vivere uno degli appuntamenti più sentiti della sua identità. L’edizione 2026 della Vara assume un significato speciale: ricorrono infatti i cento anni dalla rinascita della storica macchina votiva, ricostruita nel 1926 dopo il terremoto, e i cinquecento anni di una tradizione che continua a rinnovarsi nel cuore dei messinesi.
Un ricco calendario di eventi accompagnerà la città fino al giorno della Solenne Processione dell’Assunta, intrecciando fede, cultura, spettacolo e memoria. Il programma prevede mostre, conferenze, concerti, rievocazioni storiche, teatro, musica e iniziative dedicate alle famiglie, trasformando Messina in un grande palcoscenico a cielo aperto.
Tra gli appuntamenti più attesi, giovedì 6 agosto in Piazza Unione Europea andrà in scena il Teatro dell’Opera dei Pupi con “La Gerusalemme, ovvero la storia di un sogno”, mentre sabato 8 agosto sarà la volta della spettacolare rievocazione dello Sbarco di Don Giovanni d’Austria, che farà rivivere uno dei momenti più significativi della storia cittadina.
Il cuore delle celebrazioni resterà naturalmente il 15 agosto, quando all’alba prenderà il via la tradizionale legatura delle gomene. Dopo il Solenne Pontificale in Cattedrale, nel pomeriggio la Vara partirà da Piazza Castronovo per attraversare la città tra la devozione di migliaia di fedeli, fino all’arrivo in Piazza Duomo, seguito dalla Celebrazione Eucaristica e dallo spettacolo pirotecnico conclusivo.
Ad arricchire il cartellone saranno anche numerose esposizioni dedicate alla storia della Vara, ospitate nella Cripta del Duomo, nella Basilica Cattedrale, a Palazzo Zanca, a Palazzo della Cultura e in altri luoghi simbolo della città, offrendo ai visitatori l’opportunità di ripercorrere cinque secoli di tradizione attraverso documenti, fotografie e opere d’arte.
“La Vara 1926-2026, l’edizione della Rinascita” non è soltanto un anniversario. È il racconto di una comunità che continua a riconoscersi nella propria storia, custodendo una delle tradizioni religiose e popolari più antiche e affascinanti del Mediterraneo. Una storia di fede lunga cinquecento anni che, ancora oggi, continua a emozionare e a unire generazioni di messinesi.
