C’è un filo che attraversa i secoli e continua a tenere unita una comunità alla propria storia. È quello che ieri ha riportato in Cattedrale le reliquie di San Placido e dei suoi fratelli, Santa Flavia, Sant’Eutichio e San Vittorino, Compatroni di Messina, in una giornata destinata a rimanere nella memoria della città.
Un momento dal profondo significato religioso e identitario, vissuto con intensa partecipazione dai fedeli e dalle numerose confraternite intervenute. A prendere parte alla solenne celebrazione sono stati il CID, il Sovrano Militare Ordine di Malta, l’Arciconfraternita di San Placido, il Circolo San Placido di Biancavilla e la Pia Unione San Placido e San Michele di Poggio Imperiale, testimonianza di una devozione che supera i confini della città dello Stretto.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta da S.E. Mons. Santo Rocco Gangemi, Arcivescovo titolare di Taormina e Nunzio Apostolico in Serbia, che ha guidato i fedeli in un momento di intensa spiritualità, richiamando il valore della testimonianza dei Santi Martiri e il loro legame con la storia di Messina.
Al termine della funzione, l’Assessore Liana Cannata, in rappresentanza del sindaco di Messina, ha letto una preghiera di affidamento ai Santi Martiri, affidando simbolicamente alla loro protezione la città e l’intera comunità.
Il ritorno delle reliquie in Cattedrale non rappresenta soltanto un appuntamento liturgico. È il recupero di una memoria condivisa, un gesto che rinnova il legame tra Messina e i suoi Compatroni, ricordando come la fede, la tradizione e l’identità di un popolo continuino a camminare insieme, attraversando il tempo senza perdere la propria forza.
